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Ritratti rubati. Istanti di esistenza catturati nel più classico street-photography style nell’arco di un decennio che va dal 2008 al 2018. In giro per l’Europa. Da Lisbona ad Edimburgo, passando per Dublino, Vienna, Amsterdam, Madrid e la Soho londinese. Sguardi che s’incrociano con la lente del fotografo svelando, in assenza di alcun filtro e con fervido realismo, la complessità e la fragilità, al tempo stesso, dell’essenza e la natura umane. Tassisti, preti, cuochi, venditrici di ventagli. Passerella di antidivi che ogni giorno fanno i conti col sapore dolceamaro dell’esistere rimanendo quasi anonimi, invisibili, comuni. Sguardi che raccontano, nel silenzio di uno scatto, molteplici esperienze. Storie ed emozioni che mai conosceremo. Ma che, forse, ci appartengono. E magari, in qualche modo, riusciamo a immaginare.

Michele Punturieri

Michele Punturieri

Nato a Reggio Calabria nel dicembre 1976. Laureato in Economia. Fotografo free-lance. Ha iniziato a scattare a 20 anni. Alcune delle sue opere sono apparse in webzine italiane e internazionali: Private, Monovisions, Design Radar (Interview), Orca Magazine, Frattura Scomposta, True Eye, Twohundredby200, Blanket Magazine, Phirebrush. Focalizzato su bianco e nero, ritrattistica e street. Tra le sue maggiori influenze: Daido Moriyama, Morten Andersen, Michael Ackerman, Elliott Erwitt, Dennis Stock, Bruce Davidson, Mario Giacomelli, Saul Leiter, Ferdinando Scianna, Anton Corbijn e Nigel Parry.
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