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Lo scorso dicembre, la giovane fotografa palestinese Sundos Zaghal si è recata alla Mecca e a Medina per l’Omrah, il pellegrinaggio minore in alcuni luoghi dell’Hajj.

La serie di immagini qui pubblicata è stata scattata alla Mecca, un luogo sacro che è difficilissimo fotografare, in particolare se si è sprovvisti di particolari e mirati permessi.

L’autrice – donna, musulmana, fotografa – ci ha portato pertanto un documento raro dove il reportage si carica di uno sguardo empatico, dall’interno, di chi conosce e vive l’Islam e le sue regole ma al contempo riesce, con mirabile equilibrio, a immortalare la veritiera normalità della gente che in questo territorio – circoscritto solo geograficamente ma non nell’appartenenza religiosa condivisa – si muove, si incontra, prega, mangia, prende autobus, porta le valigie, parla al telefonino o tiene amorevolmente per mano i figli. Un’umanità fotografata, quindi, nell’eccezionalità dell’evento e allo stesso tempo nell’ordinarietà della pratica quotidiana.

Sundos, in particolare, ci ha raccontato che è rimasta sorpresa nello scoprire che anche nei luoghi più santi della sua religione esiste “l’Altro”.

Il suo viaggio in Arabia Saudita coincide infatti con il rilancio da parte del Principe ereditario della campagna per la “sauditizzazione”, un progetto pluridecennale volto a sostituire i lavoratori immigrati con cittadini sauditi. Lo ha fatto ad esempio imponendo una tassa di circa 200 riyal sauditi su ogni straniero, spingendo così molti immigrati pakistani a mandare le loro famiglie a casa per continuare a lavorare, da soli e sostenendo meno costi, in Arabia Saudita.

Sundos racconta che “se si va in giro per la Mecca o per Medina risalta subito la differenza di livello economico tra i pakistani e i sauditi, questi ultimi, a differenza dei pakistani che hanno una ristretta gamma di posti di lavoro tra cui scegliere, accedono ai lavori di alto livello. “

“Una volta, mentre mi avvicinavo a un lato della moschea dove la polizia non lascia sostare la gente per molto tempo, sono rimasta lì per un po’, e nessuno mi ha calcolato, ma quando alcune donne pakistane si sono avvicinate e hanno iniziato a pregare, le guardie hanno parlato loro in modo scortese e ha spostato le loro cose per farle andare via.
Questo mi è sembrato sbagliato, forse perché sono abituata a sentirmi l'”Altro” in patria e all’improvviso mi sono a mia volta ritrovata a pensare alle persone diverse da me come ad un “Altro”. “

Sundos Zaghal

Sundos Zaghal

Sundos Zaghal è una giovane fotografa palestinese. Vive e lavora a Gerusalemme, ed è studentessa al terzo anno alla facoltà di Fotografia e Comunicazione all'Hadassah Academic College.
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